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Il logo dell'Istituto nasce da una idea di un gruppo di alunni della classe 4ª B che, sotto la guida del prof. Angiolo Baglioni, docente di Tecnologia delle Costruzioni e Disegno, hanno fuso lo stemma della famiglia patrizia Fossombroni, a cui apparteneva Vittorio Fossombroni che dà il nome all'Istituto, e la Chimera splendido bronzo ritrovato ad Arezzo. La Chimera è un mostro tricorpore (leone, capra e serpente) che con il suo alito pestilenziale ammorbava l'aria della Licia; fu uccisa da Bellerofonte (eroe greco originario di Corinto cavalcante il suo cavallo alato Pegaso), che rese così abitatile il paese. Il bronzo ritrovato ad Arezzo fu realizzato nella prima metà del IV sec., non doveva essere solo ma, come ci narra il mito, doveva avere accanto l'eroe greco Bellerofonte che, a cavallo dell'alato Pegaso, la uccideva. La belva mostra infatti due ferite: l'una ha attraversato da parte a parte il collo della capra, uccidendola, l'altra ha raggiunto la coscia sinistra. E Chimera sta ruggendo minacciosa, indecisa se balzare contro un nemico che la sovrasta dall'alto, appunto Bellerofonte sulla sua cavalcatura. Purtroppo, nella fame di bronzo che ha segnato la tarda antichità e tutto il medioevo fino al Rinascimento, cavallo e cavaliere saranno stati rinvenuti e rifusi per utilizzarne il metallo per confezionare utensili d' uso quotidiano. Una vera fortuna dunque - anche se ne ha segnato la perdita per Arezzo - che il bronzo sia stato rinvenuto in un cantiere mediceo, nel costruire le mura della città, e trasferito a Firenze nelle collezioni di Cosimo I.

("L'Aratore di Arezzo ed altri monumenti" prof. Armando Cherici - Provincia di Arezzo)